mercoledì 12 novembre 2014

Segnalazione: "Solstice. L'incantesimo d'Inverno" di C.E.A. Bennet.


Oggi vi segnalo un ebook fresco fresco stile Fantasy: 
"Solstice. L'incantesimo d'Inverno" di C.E.A. Bennet.


Scheda libro:
Titolo: "Solstice. L'incantesimo d'Inverno"
Autore: C.E.A. Bennet
Editore: Self Publishing da piattaforma Narcissus
Anno di pubblicazione: 2014
Formato: e-book
Pagine: 641 (PDF formato A5)
Genere: Fantasy - Romance - Young adults
Prezzo di copertina: 3,99 euro


Sinossi:
Emma ha quasi sedici anni e due sorelle, Eleen e Constance. Vivono a Saint Claire, tranquilla cittadina del Connecticut, insieme alla madre, Kate e Miranda, la misteriosa donna comparsa nelle loro vite da quando il padre le ha abbandonate. Le Hataway, però, non sono donne normali, bensì streghe costrette a tenere nascosta la loro natura e i loro poteri per rispettare le leggi dei Custodi, ai quali devono ubbidienza. Leggi che Emma ha infranto quando era solo una bambina, anche se per una buona causa: aiutare quelli che sarebbero diventati i suoi migliori amici, Sam e Alec.
Da allora i tre sono inseparabili, anche se, diventati adolescenti. 
Emma sarà costretta a nascondere proprio a loro il segreto che più le sta a cuore.
Non è l'unica, però, a mentire alle persone che ama. Cosa nascondono Kate e Miranda? Quali sono i terribili segreti seppelliti nel loro passato? Perchè il padre è scomparso all'improvviso senza lasciare traccia?

Alec Steevens ha sedici anni e molte domande. A volte ha la sensazione che la sua migliore amica Emma conosca tutte le risposte.
Emma. Cosa lo lega così indissolubilmente a lei e allo stesso tempo la rende irraggiungibile? Che cosa nasconde?
Nel tentativo di svelare e nascondere i segreti che  li circondano, Alec ed Emma, non si accorgono che qualcuno si muove e li osserva nell'ombra, in attesa che arrivi il momento di mettere in atto la sua vendetta.

La storia raccontata in prima persona da Emma e completata da Alec, inizia con due episodi dell'infanzia dei protagonisti, destinati a cambiare per sempre le loro vite. Dopo un salto di quasi dieci anni ritroveremo Emma e Alec alle prese con un sentimento molto umano, un passato famigliare turbolento e dei poteri da gestire, che non sempre facilitano le cose, anzi...
Una storia d'amore, di amicizia e di legami famigliari burrascosi, ma profondi. Con un pizzico di magia. 


Biografia:
C.E.A. Bennet. Laureata in Giornalismo, è nata e cresciuta a Verona. Attualmente vive a Bologna dove lavora  come copy e addetta stampa. L'incantesimo d'Inverno è il suo romanzo d'esordio, nonchè il primo capitolo della saga Solstice.
Ah già. Le piacciono i treni. 


Come faccio ad acquistare questo e-book?

"Solstice. L'incantesimo d'Inverno" è acquistabile in tutte le maggiori librerie online, da Kindle Store di Amazon ed iBooks Store di Apple, Nokia Reading e molti altri ebook store nazionali (IBS, Felttrinelli, UltimaBooks ecc..).
Di seguito vi lascio i link diretti per acquistare il romanzo su Amazon, iTuns, Feltrinelli ebook store, inMondadori e ibs.

Vi basterà cliccare sull'immagine per essere reindirizzati al link di interesse:








SE QUESTA SEGNALAZIONE È STATA DI TUO GRADIMENTO, LASCIA PURE UN LIKE QUI SOTTO.

martedì 11 novembre 2014

Test: Quale spirito sei?


Riferendoci al libro "Spiriti" di Stefano Benni, la cui recensione trovate cliccando qui ("Spiriti"- Stefano Benni) ho pensato di regalarvi questo semplicissimo test per scoprire quale Spirito s'addice maggiormente alla vostra personalità.
Naturalmente il test può essere svolto sia da chi ha letto il libro che da chi non lo ha ancora fatto in quanto non vi sono elementi che ne presuppongono la lettura! 
Ve lo lascio qui sotto! Fatemi sapere in un commento in vostro risultato! 
Buona fortuna!



Scopri quale spirito sei rispondendo a 10 semplici domande.
Per compilare il test


SE QUESTO TEST È STATO DI TUO GRADIMENTO LASCIA PURE UN LIKE QUI SOTTO.

sabato 8 novembre 2014

Recensione del libro "Spiriti" di Stefano Benni


Titolo: "Spiriti"
Autore: Stefano Benni
Editore: Feltrinelli
Trama: Un romanzo feroce e visionario contro l'apocalisse quotidiana. Una legione di spiriti diabolici, malvagi, virtuosi, paranoici e sexy contro in conformismo del Megaconcerto di Beneficenza e la violenza dei signori della guerra. Non si sa chi vincerà, ma come dice Stan Hakaleimekalahani "ci sarà gran piangianza e gran ridanza". Personaggi e interpreti: il presidente dell'impero John Morton Max, il cane presidenziale Baywatch, le guardie del corpo Stan e Owl, il primo generale Bob Ciocia, il re delle armi e degli affari Hacarus, il re dello show-bisnes e della propaganda Soldout, il re del virtuale Sys Req, lo spirito della parola Poros il Diplomatico, lo spirito del fuoco e del bosco Kimala, lo spirito libero Melinda, lo spirito attore Behemoth, lo spirito cacciatore Aladino, lo spirito dei tonni Asmodeo, lo spirito delle zanzare Ukobacco, lo spirito oscuro Enoma, i magici gemelli Salvo e Miriam, l'idolo del rock Rik e i membri del suo gruppo Crotalo Eremo Tremor, il cantante positivo neoagico nuoverico Zenzero, il noto complesso britanno I Bi Zuvnot, i comici Belsito e Sapone, la cantante Madoska, il sindaco moderista Rutalini, il leader moderato e proprietario di Trivù Berlanga, il duro sergente Medigan, il duro tenente Korzynsky, Dio, Elvis Presley e il capo dei tonni surgelati Musashimaru.
Prezzo di copertina (flessibile/Economica Feltrinelli): 7,50€

Cosa penso di "Spiriti"?
Ed ecco che finalmente sono pronta per regalarvi la recensione di "Spiriti" di Stefano Benni. Ci ho messo parecchio tempo per terminare questa lettura ma ahimè non è dipeso in alcun modo dallo scrittore e dal suo libro. Sono io ad essere stata impegnatissima con piccoli problemi di vita quotidiana. In condizioni normali avrei divorato questo piccolo capolavoro in pochi giorni. Veniamo dunque a noi. 
Di Benni non avevo mai letto nulla e tutto è cominciato un paio di mesi fa con la lettura di "Margherita Dolcevita" che mi ha lasciato parecchio basita in senso buono. 
Ho così deciso di continuare a leggere qualcosa firmato Benni e mi sono imbattuta in "Spiriti". 
Come il suo solito, lo scrittore ha ideato tutta la vicenda filtrando la realtà attraverso la lente dell'immaginazione, creando così un mondo tanto fantastico quanto reale. L'intreccio è alquanto strano. Non nego che all'inizio ho avuto qualche difficoltà ad ambientarmi, ma dopo qualche pagina ho subito capito dove l'autore intende trasportarci con le sue parole: nient'altro che nel nostro mondo! Un mondo fatto di consumismo e superficialità, in cui l'uomo non sembra essere più dotato di sentimenti ed emozioni. Vive cieco in quanto guidato da tutte quelle futilità che egli chiama "bisogni". Ciò che per prima cosa emerge è proprio la stupidità umana che ha ormai superato ogni limite. L'uomo che basa il proprio essere sull'egoismo, il denaro, il progresso, il desiderio di grandezza tutti elementi che vengono personificati nel Megaconcerto su cui si basa il racconto. Così facendo cresce "malato" senza godersi ciò che di più importante il mondo gli offre: la famiglia, gli amici e, soprattutto, i piccoli miracoli della natura. In questo clima di disastro e futilità gli Spiriti non possono far altro che ribellarsi: l'uomo ha ancora una volta fallito. È venuto il momento di porre fine anche a questa ulteriore epoca! Ed è quindi, proprio con l'inizio della "fine del mondo" che si apre questo libro. Ci troviamo di fronte ad un mondo in cui la natura è in subbuglio. Tutti, a partire dalle nuvole a finire al più minuscolo granello di sabbia, sono in collera con la mano umana, e quando ciò accade niente e nessuno è in grado di sopravvivere. È uno scenario che dovrebbe incutere timore e portare ad una qualche redenzione, ma, nonostante i disastri naturali che cominciano ad abbattersi sul mondo intero, l'uomo, ossessionato dall'egoismo e dalla potenza, sembra non accorgersene e continua imperterrito a portare avanti le proprie malefatte guidato dalla stupida convinzione di voler piegare la natura al proprio volere.
"È il mondo che deve cambiare colore, non io."
afferma convinto il presidente Max, il personaggio che Stefano Benni utilizza per impersonare tutti gli uomini del nostro mondo (tutti inclusi, senza sconti). 
Dietro le quinte di questo enorme palcoscenico se la ridono gli Spiriti: potenti esseri sovrannaturali che cercano di tenere stabile l'equilibrio di ogni elemento naturale. È grazie a loro se il mondo gira e se la natura esiste, ma per far sì che questo equilibrio perduri hanno bisogno che l'uomo collabori. Se questo non accadesse, gli Spiriti sarebbero pronti a ribellarsi e l'uomo, o volere o volare, dovrà soccombere. Questo non significa che gli Spiriti siano esseri spregevoli. Al contrario. Essi pongono continuamente l'umanità difronte a delle scelte. Credono che un giorno o l'altro l'uomo potrebbe redimersi ma, dopo innumerevoli tentativi, quando si trovano a dover scegliere tra la conservazione della natura e la conservazione umana, non possono non scegliere il sole, il cielo, la luna, le stelle, il mare e gli alberi che, gli umani, sembrano odiare tanto.
"Quelli come te sanno. Non è vero che non potrebbe essere diverso. Lo Spirito che vi guida dice che tutto sarà sempre sangue e guerra, ma ci sono altri spiriti, che non ascoltate mai. Recitate, per non sentirvi troppo vili, i vostri riti di pietà e compassione, le vostre preghiere senza dolore. Ma non ci ascoltate..."
È così che Melinda, lo spirito della libertà, parla al presidente Max sperando che egli riesca ad aprire gli occhi sulla situazione in cui l'uomo si trova in questo momento e, parlando a Max è come se parlasse un po' a tutti noi. 
Nonostante il tema su cui si fonda la vicenda sia così delicato e particolare, Stefano Benni è riuscito a rendere la lettura piacevole e scorrevole inventando personaggi frizzanti e goffi che rendono il libro una vera e propria satira che ci spinge a riflettere. Il lessico utilizzato è semplice eppure in ogni parola tracciata vi è una "frecciatina" che pian piano si insinua nell'animo del lettore. In questo modo, giunti all'ultimo capitolo e all'ultimo punto quello che durante la lettura sembrava quasi un mondo parallelo, di fantasia, si rivela essere la nostra triste realtà malconcia e ormai troppo in difficoltà per poter essere salvata. 
"Io sono l'inarrestabile inizio. Sono ciò che ricomincia ogni volta, sono il mondo che sarà dopo di voi."
Ciò che apprezzo di Stefano Benni e dei suoi libri è il fatto che si nota come egli scriva per mandare sottili messaggi. Come si faccia "profeta" e come voglia spingere il lettore alla riflessione. 
"Spiriti" è un libro che consiglio a tutti i tipi di lettori in quanto racchiude un po' tutte le tipologie di romanzo. Si fa leggere volentieri e, nonostante la ridondante presenza di guerra e distruzione, vi sono anche pagine molto delicate in cui compaiono paesaggi da sogno quasi a voler dare un messaggio di speranza. Come a voler sottolineare quanto il mondo sia ancora bello e come si potrebbe star meglio se solo l'uomo imparasse a rispettare il suo prossimo e la natura che gli ha dato la vita.

 GIOCANDO CON I LIBRI 
Ormai lo sapete. Mi piace troppo giocare con i libri: inventare nuove trame, continuare un romanzo..Ma ciò che più amo è inventare i personaggi delle mie letture. Già in altre recensioni avevo inserito questa sezione e non poteva di certo mancare in quella di "Spiriti" in cui i personaggi sono molteplici. Durante la lettura, quasi spontaneamente ho ricondotto l'aspetto di alcuni Spiriti a svariati attori visti in tv e al cinema. Naturalmente il narratore descrive questi fantasiosi personaggi come delle immagini evanescenti capaci di assumere qualsiasi forma...Ma non ho potuto fare a meno di immaginarmi alcuni di loro a modo mio. Vado quindi ad elencarvi alcuni tra i personaggi che mi sono rimasti impressi con le loro rispettive "controfigure" da me immaginate!!


1) KIMALA
Lo spirito del fuoco e del bosco.
Nella mia immaginazione è stato interpretato da Joseph Morgan.


2) POROS IL DIPLOMATICO 
Lo spirito della parola.
Nella mia immaginazione è  stato interpretato da Daniel Gillies.


3) ALADINO
Lo spirito cacciatore.
Nella mia immaginazione impersonato da Owen Wilson.


4) BEHEMOTH
Lo spirito attore.
Nella mia immaginazione impersonato da Jim Carrey.


5) MELINDA
Lo spirito libero.
Nella mia immaginazione impersonata da Keira Knightley.


6) ENOMA
Lo spirito oscuro.
Nella mia immaginazione impersonato da John Glover.


7) STAN
La guardia del corpo.
Nella mia immaginazione impersonato da Mackenzie Crook.


8) JOHN MORTON MAX
Presidente dell'Impero.
Nella mia immaginazione impersonato da Zach Galifianakis.


E qui termina la mia lista. Naturalmente ci sono tantissimi altri personaggi..Credo che "Spiriti" sia il libro che possiede più personaggi rispetto a tutte le altre mie letture. Infatti lo stesso Stefano Benni dedica le prima due pagine all'elenco di tutti i protagonisti, antagonisti e comparse per facilitarci la loro memorizzazione. 
Questi otto sono quelli a cui sono riuscita a dare un volto, divertendomi parecchio.

LE MIE CITAZIONI PREFERITE

"Qualcuno una volta osò dirgli che non basta indossare una tuta mimetica per mimetizzarsi, ma bisogna che la tuta sia mimetica a ciò che vuole mimare. Il generale fornì la famosa risposta: -È il mondo che deve cambiare colore, non io.-"

"Il cielo era così pieno di stelle che non c'era proprio bisogno di altra luce. Una polvere di astri riempiva il blu sopra il mare, se non c'era energia sulla sua piccola isola, be', nell'universo ce n'era anche troppa."

"Così è la vita, piena di brutte sorprese."

"Il mondo sta tornando indietro, il suo orologio ha preso a girare al contrario, verso il buio e il deserto dell'inizio, e corre sempre più in fretta. Il suo tam-tam è un cuore che si spegne."

"La giustizia è una bella parola quando nasce, ma per strada perde calore e forza, diventa fredda e crudele. La giustizia è come il corallo. Sott'acqua è  rosso fuoco, in terra muore e si scolora."

"Cosa serve essere il capo dell'impero, l'uomo più potente (quasi) del mondo, se non puoi avere l'amore?"


"Per ribellarsi occorrono sogni che bruciano anche da svegli, occorre il dolore dell'ingiustizia, la febbre che toglie all'uomo la malattia della paura, dell'avidità, del servilismo. Per ribellarsi bisogna saper guardare oltre i muri, oltre il mare, oltre le misure del mondo. La miseria dell'uomo incendia la terra ovunque, ma è fuoco sterile, che cancella e impoverisce. È un fuoco che odia ciò che lo genera, è cenere senza storia. Saper bruciare solo ciò da cui poi nascerà erba nuova, ecco la vera ribellione."

"Giardinetti: verdi oasi dove barcolla il tossico e il tennista corre lieto verso il campo di gioco, dove tutti si sentono in campagna ignorando l'assedio dei palazzi circostanti. Cuore verde della città che odia il verde, dono per i bambini dalla città che odia i bambini."

"Tutti gli uomini hanno un prezzo e tutti gli uomini hanno un punto dove cedono e si spezzano."

"Sì, nessuno ha saputo. È stato solo un piccolo episodio in una guerra confusa, per un po' di diamanti, per qualche piantagione. Poi il dittatore è stato destituito, qualcuno ha saputo e si è indignato, ora c'è un nuovo dittatore, chissà se è meglio o peggio, ma questo paese non c'è più. Da qualche parte, forse, nel labirinto dei tuoi archivi, c'è una traccia di questo delitto. Nel cuore di qualcuno resta la ferita, la volontà di non scordare. Ma la storia si è richiusa dietro queste vite spente, come su un'orma sulla sabbia. Ogni giorno vengono cancellati paesi come questo. Tu non sai, nessuno sa."

"Quelli come te sanno. Non è vero che non potrebbe essere diverso. Lo Spirito che vi guida dice che tutto sarà sempre sangue e guerra, ma ci sono altri spiriti, che non ascoltate mai. Recitate, per non sentirvi troppo vili, i vostri riti di pietà e compassione, le vostre preghiere senza dolore. Ma non ci ascoltate..."

"È difficile sapere cosa fare, quando tutto è così doloroso e riguarda tutti. La tua storia si perde in mezzo alle altre."

"Quando c'è una difficoltà non è indispensabile saper fare grandi cose, basta che uno abbia il coraggio e faccia la cosa che sa fare."

"Ognuno si noi deve sognare di fare grandi cose, ed essere unico e cercare di diventare speciale, ma ci sarà sempre il momento in cui gli servirà l'aiuto  di qualcuno."

"Io non suono per i soldi nè per il pubblico, suono per le mie emozioni."

"Non c'è tempo, non c'è tempo, il tempo corre uguale per il poeta e per il pescatore, per chi ride e per chi si affanna."

"Lei sbaglia i conti presidente, lei è troppo abituato a pensare che vinca sempre il più grande. In natura non è così. Il virus uccide il dinosauro, l'alga soffoca il mare, la farfalla fa nascere il tornado. Si modifica di qualche grado la temperatura della terra, e la febbre la divorerà. Si fulmina la lampadina del sole, e non c'è tempo per cambiarla."

"Gli uomini sono diventati più malvagi di noi. Il loro fuoco brucia più del tuo misero vulcano. Hanno incatenato le molecole al loro volere, e nessun uragano può uguagliare il loro vento radioattivo."

"Ma gli uomini commettono spesso errori fatali."

"In città io sono abituata a vedere pezzi di cose. Il tramonto dietro lo spigolo del comodino, un albero da un buco nella rete, una bella nuvola dal vetro di un autobus. Qua sull'Isola, aprite la parta e guardate il mare, tutto per voi. Siete fortunati."

"Il vero coraggio è quando non vedi nessuno vicino a te. Allora devi partire da solo. E poi magari ti volti indietro e c'è qualcuno, in mezzo agli alberi, sulla cima di una montagna, al di là del fiume. E capisci che sta camminando al tuo fianco."

"Anche dalle apocalissi si può tornare indietro, se uno ha il coraggio di guardarci dentro. Ma voi non avete questo coraggio. Parlate di tutte le apocalissi, meno che della vostra. Non posso spiegarle cosa accadrà, Hacarus. Tutto ciò che è troppo diverso da quello che siete soliti pensare, voi lo chiamate nulla."

"Il potere è questo. Fare l'unica cosa che si crede di poter fare e far credere alla gente che sia l'unica cosa che si può fare."

"Non date retta a chi vi dice che  non si può scegliere. Disegnate i segni rossi di lotta sul viso, e non abbiate paura di combattere."

SE QUESTA RECENSIONE È STATA DI TUO GRADIMENTO LASCIA PURE UN LIKE QUI SOTTO.

domenica 26 ottobre 2014

Un finale per "Allegiant"...


ATTENZIONE: L'estratto di brano che state per leggere è ovviamente frutto della mia fantasia! Niente di tutto questo è avvenuto davvero né tanto meno l'autrice del libro ha scritto altro in merito al romanzo. La parte iniziale del brano è la stessa presente in "Allegiant" per far sì che tutti capiscano a che punto del racconto ci troviamo. Buona lettura!



TRIS
Laboratorio armamenti. Dopo essere sopravvissuta al siero della morte e aver raggiunto David per cercare di liberare il siero della memoria e resettare così la residenza.

Faccio un altro passo indietro e aggiungo: -Lei mi ha insegnato tutto sul vero sacrificio. Che dovrebbe essere fatto per amore, non per un ingiustificato disgusto nei confronti del patrimonio genetico di un'altra persona. Che dovrebbe essere fatto per necessità, non senza prima tentare tutte le altre possibili strade. Che dovrebbe essere fatto per le persone che hanno bisogno della tua forza perchè loro non hanno abbastanza. Ecco perchè è necessario che io ti impedisca di "sacrificare" tutta quella gente e i loro ricordi. Ecco perchè ho bisogno di liberare il mondo dalla tua presenza, una volta per tutte. - 
Scuoto la testa.
- Non sono venuta qui per rubare niente, David. - 
Mi giro e mi lancio verso il dispositivo. Sento uno sparo ma non sento dolore. Mi ha mancata. Non mi volto, continuo a correre. È questo il momento che precede la mia morte. Quello in cui dovrei dire addio a tutti coloro che amo. Sto per morire. Adesso lo realizzo. Sto per morire e l'ultimo ricordo che resterà impresso nel mio cervello sarà un pulsante verde e una tastiera. 
Un altro sparo. Ancora niente dolore. O David ha una pessima mira o non ha intenzione di uccidermi. Ma perchè? Quale sarà il suo scopo? Non devo distrarmi. Ormai ci sono. La tastiera è di fronte a me. Compongo il codice con la mano che trema. Non avrei mai pensato che la mia memoria fosse tanto abile. 
Un altro sparo. Mi ha colpita. Sento dolore. Eccolo finalmente. Alla spalla. Sangue caldo mi scorre sul braccio e arriva fino alle dita della mano. La vista mi si annebbia. Dolore e nausea mi rallentano. Se mi spara adesso credo proprio che morirò all'istante. Il pulsante verde è ad un millimetro dal mio indice. Non ce la faccio. La spalla mi fa troppo male, il proiettile si deve essere incastrato tra i nervi. Il dolore mi provoca spasmi e  mi socchiude gli occhi. "Devo farcela" mi dico. Con uno sforzo sovrumano sollevo il braccio. Il pulsante cede sotto il peso della mia mano. Una luce si accende dietro il pulsante verde. Sento un bip e il rumore di un meccanismo che si mette in  funzione. Ce l'ho fatta. Mi volto verso David, se devo morire adesso è la sua immagine colma di terrore e disapprovazione che voglio portare con me...ma nella nebbia del mio campo visivo distorto dal dolore vedo un corpo disteso a terra in una  pozza di sangue scuro. Prima di chiudere gli occhi definitivamente lo riconosco: Caleb. Ma prima che io riesca ad urlare tutto diventa buio e ciò che resta è solo la notte. 

-Beatrice- Mi risveglio al suono del mio nome. L'aria è calda e sono nella mia camera. La mamma ha aperto la finestra e la luce del sole mi provoca un forte bruciore agli occhi. È il giorno del test ed è venuta a tagliarmi i capelli. Sono stranamente felice. Spaventata.....ma felice. Il sole è già caldo pur essendo appena spuntato e la mamma mi accarezza il viso -Sei stata brava tesoro. Ce l'hai fatta.- 
Adesso mi sento confusa. -Cosa avrei fatto?-. 
Mi scosta i capelli  dalla fronte. La sua mano è così fredda che subito un brivido mi corre lungo la schiena. 
-Il siero della memoria Tris. Non ricordi?- Un lampo attraversa la mia mente e mi rivedo nel laboratorio armamenti. Rivedo David e sento nuovamente il dolore alla spalla. Non riesco a sollevare le braccia, sono bloccata. Mia madre scompare all'improvviso e la stanza diventa buia, intorno a me è buio pesto. 
-Mamma- cerco di urlare ma non ho voce. Qualcosa si materializza pian piano nel buio. -Ho capito. Sono in una simulazione. Niente di tutto ciò è reale- lo penso e chiudo gli occhi come se potessi tornare alla realtà. Li riapro ma non accade nulla. Il buio continua ad inghiottirmi. Improvvisamente mi ritrovo in un laboratorio. Fa freddo. Si congela. Una barella è l'unica cosa che occupa la stanza. Su di essa c'è un corpo immobile sotto un lenzuolo bianco. Mi avvicino. Per la prima volta dopo tanto tempo sono terrorizzata. Sono sicura che sotto quel lenzuolo troverò il mio corpo. La mano mi trema quando afferro un lembo della stoffa per scoprire il viso. Lo faccio e improvvisamente una lama mi trafigge il petto. La sento penetrare tra le ossa, attraversare lo sterno, aprirmi in due la gabbia toracica e raggiungere il cuore. Lacrime cominciano a sgorgare dai miei occhi. Il viso è travolto da acqua salata. Non può essere vero. Non è possibile. -Caleb- urlo. Questa volta la voce esce dalle mie labbra. -Caleb- urlo più forte. Le vibrazioni delle corde vocali mi graffiano lo gola. 
-Cosa diavolo hai fatto?! Come ti è venuto in mente!- Una mano mi afferra e mi trascina via dal corpo inerme di mio fratello. Mi muovo all'impazzata. La spalla mi brucia ma mi divincolo sempre più prepotentemente. Quel braccio è troppo forte, mi trascina via troppo velocemente. Mi lascia e cado nel vuoto.

Sbarro gli occhi. Sono distesa su un letto. Non è il mio. Non riconosco il luogo. Mi guardo intorno. Il soffitto è bianco, la luce soffusa. Alla mia destra, in alto, vedo una sacca di liquido trasparente collegata al mio braccio attraverso un tubo. Mi volto a sinistra e vedo Tobias. Bellissimo come sempre. Sta dormendo su una poltrona. Voglio andare a stendermi vicino a lui. Provo ad alzarmi ma  improvvisamente sento un forte dolore a livello della scapola. Un gemito esce dalle mie labbra e Tobias si sveglia.
-Tris- Viene verso di me e mi abbraccia forte. Ha gli occhi lucidi, occhiaie profonde e un'aria impaurita. Non l'ho mai visto così. 
-Tobias. Cosa è successo?- mi guarda dritto negli occhi con uno sguardo che quasi mette paura. Mi prende le mani tra le sue. Sono calde, niente a che vedere con quelle di mia madre.
-Ce l'hai fatta Tris. Hai liberato il siero della memoria. Là fuori stanno organizzando la nuova vita, siamo salvi, abbiamo tutti l'opportunità di ricominciare, di essere ciò che vogliamo...grazie a te.-
Al suono di queste parole ricordo tutto. Ricordo David, la tastiera, il codice, il pulsante verde, gli spari senza dolore. Ed è qui che mi riaffiora il ricordo di un corpo immerso in tanto sangue. .
Un senso di vuoto mi opprime lo stomaco. -Tobias, dov'è Caleb?- lo dico senza rendermene conto e mi sembra quasi di conoscere già la risposta. 
-Tris, Caleb non c'è più. Dopo che sei sfuggita alle guardie ti ha seguita, è riuscito ad entrare nel laboratorio e ti ha salvato la vita. David ha sparato tre colpi verso di te ma Caleb ha fatto da scudo. Non sono riusciti a salvargli la vita.-
Ed ecco che lo sento. Il cuore. Ci hanno insegnato che non è completamente nella porzione sinistra del corpo che si trova. Ma al centro. Tra i polmoni. Con la punta rivolta a sinistra. Ed è lì che sento stringere. La gola mi si gonfia e  qualcosa tenta di soffocarmi. Sale nel naso e da lì arriva agli occhi ed è a questo punto che esplodo. Comincio a piangere come non ho mai fatto prima. Non sembro più io. Sono solo un pezzo di carne senza vita ridotto a brandelli. Rivedo me e Caleb giocare insieme, andare a scuola, vivere in una fazione in cui non ci sentiamo a casa. Lo vedo fare di tutto per far felice i nostri genitori, lo vedo aiutare una signora con delle buste troppo pesanti, lo vedo nel giorno della scelta rassicurarmi e poi tagliare il palmo della mano per far correre gocce del suo sangue nel calice degli eruditi. Lo vedo mentre complotta con il nemico, lo vedo mentre tenta di uccidermi, lo vedo a terra passarmi lo zaino, lo vedo inerme in una pozza di sangue e infine lo vedo con il viso bianco e freddo dormire sotto un lenzuolo bianco.
Realizzo così che ho perso tutto. La mia famiglia spazzata via nel mezzo di un respiro e come lei, anche il mio cuore non esiste più. -Non ho più nessuno- dico sussurrando tra le lacrime. 
Tobias mi prende tra le braccia. Mi sento al sicuro a contatto con il suo petto. Il suo cuore batte con il mio. Mi accarezza delicatamente i capelli, quasi avesse paura di rompermi ancora, e lo sento piangere. Non lo guardo. Non voglio che si senta in imbarazzo. Piango anch'io. L'una nelle braccia dell'altro. 
Dopo quasi mezz'ora mi scopro ancora avvinghiata a lui. Tobias. La mia ancora. L'unica certezza che mi sia rimasta nella mia vita ormai piena di mancanze. Mi scosta da lui e sento freddo. Mi mette le mani intorno al viso e mi guarda fissa.
-Ascolta Tris- dice -non hai perso tutto. Ci sono io con te, non ti abbandonerò mai. Ci faremo forza insieme. Lo so che è doloroso, lo so che ti sembra di essere caduta in un baratro senza fine ma devi reagire. Io sono qui e ti aiuterò. Abbiamo perso tutto in questa guerra, ma altrettanto tanto abbiamo ricevuto. Ci siamo trovati e abbiamo imparato ad amare in un luogo che quasi non ci permetteva di farlo. Abbiamo scoperto la verità sulla nostra natura e Caleb...Caleb ti ha fatto tanto male ma in tutto quel male anche lui aveva trovato qualcosa per cui vivere. Non gli Eruditi, non la fazione...ma te. Ha dimostrato di amarti, ha mandato a monte tutto ciò in cui credeva per starti accanto e dimostrarti il suo amore. E alla fine ce l'ha fatta regalandoti una seconda possibilità. Ti ha salvata e in quel suo gesto disperato ti ha visto sorridere e andare avanti. Vivere finalmente in un mondo senza fazioni dove l'unica cosa che serve è essere se stessi. Ha voluto esaudire il tuo desiderio. Gli dobbiamo tutto ed è per questo che devi reagire. Devi far  sì che il suo sacrificio non sia stato vano. Caleb non se n'è andato. Caleb è qui con noi. È in ogni tuo gesto e resterà per sempre nelle nostre vite perchè se siamo qui oggi a piangere e a farci forza è solo grazie a lui.-
Ho ascoltato le parole di Tobias piangendo. Non sapevo che nel mio corpo ci potesse essere così tanta acqua. Provo un dolore così acuto che quasi non sento più la scapola bucata dal proiettile. Tobias ha ragione. Devo andare avanti. Se non per me, devo farlo per mio fratello. Devo rimettere in piedi la mia vita. Sento il cuore ricomporsi. Loro non sono andati via. Sono con me...dentro di me. 
Quando devi scegliere tra due mali, scegli quello che ti permette di salvare le persone che ami.
Dopotutto io e Caleb non siamo così diversi. Ci siamo amati e ci siamo protetti a vicenda fino alla fine. 
Mi asciugo il viso e guardo Tobias -Ti amo- gli sussurro. 
-Ti amo anch'io- risponde e mi bacia.
Nel momento stesso in cui le mie labbra incontrano le sue sento il mio cuore prendere vita e la speranza inondarmi fino a farmi sentire improvvisamente calda e rilassata. Devo tornare ad essere Tris. Devo tornare ad essere coraggiosa. Dopotutto è questo che fanno le persone coraggiose: vivono, cadono e si rompono ma poco dopo raccolgono i pezzi della  propria vita per rimetterli insieme e tornare a lottare.


7 ANNI DOPO
TRIS

Sono le 7.00. Tobias dorme ancora. Ieri ha lavorato fino a tardi e la stanchezza lo ha sopraffatto.
Scendo al piano di sotto. Ho sempre desiderato una casa piena di ritratti che ci ricordassero il nostro passato ma purtroppo tutto è stato cancellato per permettere al genere umano di ricominciare a vivere. 
Io e Tobias ci siamo detti che non ci servono dei pezzi di carta per tener vivi i nostri ricordi. A noi la memoria non è stata cancellata. Il nostro passato è la nostra unica ricchezza e lo custodiremo per sempre.
Entro nella sua camera. Caleb dorme sereno, ignaro di tutto ciò che è stato. Non abbiamo intenzione di raccontargli delle fazioni, di Chicago, dell'esperimento. Quello è il nostro passato, non il suo.
Nulla di tutto ciò sfiorerà mai le orecchie di nostro figlio. L'abbiamo deciso il giorno stesso in cui è nato.
Ha 4 anni adesso e tutti dicono che somiglia a Tobias. Come dar torto a queste voci? In lui risiedono i nostri sogni. Caleb è coraggioso e altruista. Raramente mente e, pur essendo ancora piccolo, ha già una spiccata voglia di imparare. È molto curioso, proprio come lo era suo zio. Ogni tanto glielo diciamo. Gli riveliamo che il suo è un nome speciale. Un nome che deve essere fiero di portare perchè apparteneva ad una persona speciale. Alla persona che ha permesso al nostro futuro di concretizzarsi, alle nostre speranza di non essere vane. È felice quando ascolta questa storia e si dice fiero del suo unico zio che purtroppo non avrà mai modo di conoscere.
La città è silenziosa. Non sembra la metropoli che crede di essere. Da quando le fazioni sono scomparse ci sono più sorrisi e meno guerre. Adesso tutti siamo uguali. Il danno genetico non esiste più..credo che in realtà non sia mai esistito. Mentre penso a tutto ciò, Caleb si sveglia. Mi guarda sorridendo. Lo sa che ogni tanto mi assento guardando fuori dalla finestra, quasi stessi per scoprire la verità su tutto.
Ricambio il suo sorriso e gli sussurro che gli voglio bene. 
Si alza all'improvviso e viene ad abbracciarmi. Un minuto dopo è già lì che corre verso la mia camera. Lo sento saltare sul letto per svegliare Tobias.
Li sento ridere all'unisono. Le loro risate sono la mia più grande ricchezza. Mi ricordano che ce l'ho fatta. Che non sono sola, che non lo sono mai stata. Mi ricordano che faccio parte di un'unica grande fazione: la mia famiglia. Mi ricordano che finalmente ho un posto in questo mondo. Mi ricordano che sono stata coraggiosa e non devo mai smettere di esserlo. 

SE QUESTO ARTICOLO È STATO DI TUO GRADIMENTO LASCIA PURE UN LIKE QUI SOTTO.



mercoledì 22 ottobre 2014

Hunger Games. Tratto da una storia vera?



Mi sono sempre considerata una lettrice vorace piena di fantasia che a volte si estranea dalla realtà per poter vivere nella parte di mondo creato dalle sue letture. 
Ho anche più volte affermato che la lettura è apertura mentale e che, quindi, ogni libro letto contribuisce ad una più larga visione della realtà. 
Fatta questa premessa vorrei condurvi per qualche istante nel mio mondo, considerando che avrei fatto (o magari solo immaginato) una scoperta alquanto interessante!! Sono una persona di per sé molto curiosa e ieri sera, non avendo altri impegni, mi sono messa a curiosare tra i libri universitari di mia sorella tra i quali ho trovato questo: "Storia del teatro greco" di Giuseppe Mastromarco e Piero Totaro.


Sfogliandolo sono incappata nel capitolo dedicato alle feste dionisiache e, affascinata dal mondo greco antico, ho cominciato a leggerlo.
Vuoi un po' per il destino o forse per il fatto che non ci ho capito niente, io questo tipo di festa l'ho collegata "fantasticamente" ad Hunger Games. Ho letto parecchi articoli in cui si dice che Suzanne Collins si sia ispirata alla mitologia e, soprattutto all'antica Roma, durante la stesura del romanzo. La stessa scrittrice pare aver confermato queste "voci". Io, invece, con la mia mente contorta, ci ho intravisto anche qualche elemento di mitologia greca.
Sarà pure tutta una mia invenzione, la mia immaginazione che ha cominciato a lavorare ma, davvero, non potevo far altro che pensare alla festa in onore di Dioniso come ad una piccola e, naturalmente meno disumana, mietitura. Dico "meno disumana" in quanto è naturalmente ovvio che non ci troviamo di fronte alla presentazione di ragazzi che stanno per andare ad uccidersi per fornire alla grande città motivi di divertimenti ed intrattenimenti.
Ciò che mi è sembrato simile è più che altro il clima di tirannia che doveva respirarsi ad Atene in quel periodo e alcuni eventi che suscitano immagini molto simili alla mietitura e alla presentazione dei tributi che andranno poi a combattere nell'arena.
Per poter meglio esprimere questo mio pensiero vi riporto testualmente il frammento di brano che mi ha condotto a Panem pur stando leggendo di Atene:
"Istituite nella seconda metà del VI secolo dal tiranno Pisistrato, la cui politica religiosa privilegiava il culto di Dioniso, le Dionisie cittadine rappresentavano uno degli eventi più importanti della vita comunitaria della polis. La festa aveva inizio la mattina del 10 Elafebolione (tra marzo e  aprile) con una solenne processione, cui partecipava una grande massa di popolo in festa che, innalzando canti satirici, accompagnava la statua lignea di Dionisio da un tempietto eretto nelle vicinanze dell'Accademia sino al recinto del teatro. Del corteo -aperto da una vergine, figlia di una delle più nobili famiglie ateniesi, la quale portava offerte per il dio in una cesta dorata- facevano parte uomini e donne, cittadini e stranieri residenti in Atene, che indossavano abiti festivi dai vivaci colori."  (Giuseppe Mastromarco - Piero Totaro - "Storia del teatro greco"-)

Vi ho riportato l'intero passo per farvi capire un po' di cosa stiamo parlando, ma ciò che ci interessa davvero sono gli ultimi tre righi: il corteo formato da tutti questi cittadini vestiti con strani abiti dai vivaci colori e facenti parte della potente Atene mi hanno riportato alla mente Capitol City al momento della presentazione dei tributi. Anche in Hunger Games infatti vediamo la grande città (appunto Capitol City) piena di uomini e donne agghindanti con strani abiti e in tumulto per il grande evento che sta per cominciare!


Ma non è finita qui. Per voi ecco un altro passo che poi andremo a commentare:
"...un araldo presentava gli orfani di guerra che, educati a spese dello Stato, avevano raggiunto l'età efebica: rivestiti di armatura completa, essi sfilavano nell'orchestra e andavano a prendere posto nella proedria (fila). [...] Con la presenza in teatro dei giovani orfani la comunità ateniese intendeva celebrare la propria solidarietà nei confronti dei cittadini caduti in guerra e la continuità della propria potenza militare; e con l'esposizione dei tributi in quello che era uno dei luoghi pubblici per eccellenza era resa manifesta ai cittadini ateniesi, ai residenti nella polis e agli spettatori stranieri presenti l'egemonia, economica e  politica, che Atene esercitava sulle città alleate."                                                            (Giuseppe Mastromarco - Piero Totaro - "Storia del teatro greco"-)

La prima parte di questo frammento mi ha riportato alla mente la scena della presentazione dei tributi
Come nella festa Dionisiaca venivano presentati gli orfani di guerra, così in Hunger Games vengono presentati i ragazzi che dovranno prendere parte ai giochi. Ma non è tutto. Possiamo leggere che i suddetti orfani indossavano un'armatura e dopo aver sfilato prendevano posto nella proedria e, soprattutto, erano ragazzi educati a spese dello Stato
Ecco qui il tutto si ricollega ai tributi che, prima di sfilare vengono educati dagli stilisti (a spese di Capitol City) a muoversi e a comportarsi in modo preciso e, altro elemento evidente, si trovano a dover indossare per la sfilata sul carro degli abiti (l'armatura per le feste dionisiache) che mettano in mostra il distretto di cui fanno parte.


Infine, un altro punto che ha suscitato altri parallelismi è il mettersi in mostra di Atene per dimostrare la propria potenza militare e la propria ricchezza! Infatti anche in Hunger Games, il Presidente Snow non fa che tenere alto il nome di Capitol City mettendone in mostra la ricchezza ma, soprattutto, seminando terrore nei Distretti che provvedono al suo sostentamento.


Nello stesso tempo così come Atene presenta gli orfani di guerra per dimostrare la solidarietà della grande città nei confronti dei cittadini caduti in guerra, Capitol City mostra "solidarietà" nei confronti dei caduti nell'arena facendo passare in cielo le immagini dei tributi che hanno combattuto valorosamente ma non ce l'hanno fatta e, soprattutto, durante il Tour della vittoria si mostra vicino alle famiglie delle vittime ponendole in posizione "privilegiata" (palchetto con foto del tributo dietro la rispettiva famiglia) rispetto a tutti gli altri componenti del distretto in questione.


Ed è così che la mia mente ha lavorato al limite dell'immaginazione ieri sera.
Vi sembrerò un po' matta ma mi sono divertita un mondo. Può essere che abbia inteso tutto in modo sbagliato o che comunque abbia voluto vedere in queste poche righe qualcosa di inesistente, ma è stato davvero molto interessante anche perchè ho potuto approfondire l'argomento delle feste dionisiache e delle usanze ateniesi che hanno da sempre esercitato su di me un certo fascino!


E ora passo a voi la parola. 
Cosa ne pensate? Fatemi sapere e abbiate pietà della mia follia da lettrice!


SE QUESTO ARTICOLO È STATO DI TUO GRADIMENTO LASCIA PURE UN LIKE QUI SOTTO.



sabato 18 ottobre 2014

La mia città Capitale Europea Della Cultura 2019


Salve lettori. Oggi vorrei dedicare una piccola porzione del mio blog alla mia meravigliosa città: Matera. Ebbene sì. Vivo nella CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019. Ce l'abbiamo fatta.
E chi l'avrebbe mai detto? La mia piccola Matera, così semplice e delicata salire così in alto e raggiungere questo traguardo di cui non possiamo che esserne orgogliosi. 
Lasciatemi esprimere la mia felicità dicendo che Matera meritava davvero questa vittoria! Da sempre sottovalutata ha finalmente avuto una chance per mostrare le sue meraviglie. Non tutti la conoscevano, se dicevi in giro di abitare a Matera, alcuni ne ignoravano completamente anche la localizzazione geografica: "Matera? Ah sì Puglia vero?"; "Ah Matera, bellissima...nelle Marche"; "Matera? e dove si trova?". 
E finalmente ecco la chance che tutti stavano aspettando! Stamattina su quasi tutti i giornali e canali ecco comparire la notizia: "È MATERA LA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019. IL GIOIELLO DELLA BASILICATA". La nostra città quasi sempre celata, risorta come una fenice dalle sue ceneri e pronta ad affrontare il mondo a testa alta! E noi con lei!


Ieri tutti i materani, vicini e lontani, erano sintonizzati sullo stesso canale. Chi dalla propria televisione, chi dal proprio computer o cellulare e chi in piazza di fronte al maxi schermo. Tutti presenti! Tutti uniti! Stesso battito cardiaco, stesse emozioni...Avevo dimenticato l'ansia che si prova prima di un esame importante e ieri è stato pressoché questo che ho provato. Bambini, ragazzi, adulti, anziani...tutti pronti a sventolare le mitiche bandierine! E finalmente dopo ore di attesa il verdetto: "La capitale europea della cultura 2019 è la città di Matera". 


Urla, gioia, lacrime e abbracci. Ciò che più mi ha colpito è stata l'unicità dei materani. Abbracci e strette di mano tra persone che pur non conoscendosi si congratulavano l'un l'altro. La spettacolarità di una città sta proprio in questo: Matera ci ha uniti. -Ma quale Matera - starà dicendo qualcuno -è l'evento che vi ha uniti!-Ebbene non è affatto così. Sarà pur vero che è stata un'occasione mondiale e importantissima, ma è stata Matera a farci lavorare insieme. Sì..Perchè se non avessimo amato la nostra città, non ci saremmo impegnati così tanto e, una città che ha la capacità di creare legami indissolubili tra i suoi cittadini, non può che essere semplicemente la migliore. 


Non sarà certo perfetta. La perfezione non esiste e se esistesse sarebbe monotona.
La nostra città ha mille pregi e altrettanti difetti ma ciononostante abbiamo dimostrato di amarla tanto ed in ogni relazione amorosa bisogna esser pronti ad accettare anche la parte peggiore dell'altro. 
Dobbiamo pensare a Matera come ad una di noi: nessuno è perfetto ma tutti sono migliorabili. 
Più che un traguardo questo deve essere un punto di partenza.
A questo punto dobbiamo triplicare la nostra forza, la nostra volontà e, soprattutto la nostra unione e restare accanto alla nostra città fino alla fine ed otre. Insieme possiamo scrivere pagine e pagine di storia, insieme possiamo curare ogni ferita, possiamo mettere a posto tutto ciò che non va. L'unione fa la forza. L'unione tra i cittadini è il cuore della città, il loro impegno ne è l'anima. Insieme verso il 2019 più forti verso l'infinito ed oltre.